Una passeggiata a Noto, capitale del barocco in Sicilia

Noto Capitale del Barocco

Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2002, Noto viene considerata da molti la Capitale del Barocco in Sicilia. Scopriamo il perché.

Ho visitato Noto per la prima volta nell’ormai lontano 2007. Sembra una vita fa! Forse lo è per davvero. Ricordo che mentre passeggiavo lungo le strade del suo splendido centro storico e mi godevo anche i dintorni della città che sono altrettanto belli, mi chiedevo come fosse possibile che tanta bellezza non fosse ancora stata raggiunta dal turismo di massa. Sembrava un piccolo angolo di paradiso nascosto e difficile da raggiungere, un tesoro destinato a quei pochi che avevano il coraggio di uscire dai soliti circuiti.

Sono tornata a Noto giusto un paio mesi fa, in occasione dell’Unesco Festival Experience, come inviata dell’Associazione Italiana Travel Blogger, e mi sono accorta che il turismo di massa è arrivato anche qui. E non è solo merito del matrimonio social del secolo, quello tra Fedez e Chiara Ferragni, che si è svolto da queste parti proprio agli inizi di settembre. Noto, così come tutta la Sicilia sud-orientale, negli ultimi tempi vive un momento felice dal punto di vista turistico, con un incremento delle presenze che cresce di anno in anno. Le strade di Noto oggi sono piene di gente che parla tutte le lingue e riempie i locali che offrono cibo e pietanze tipiche a tutte le ore del giorno. Finalmente questa città non vive più nell’anonimato ma si gode gli sguardi ammirati dei tanti turisti che racconteranno di queste bellezze a parenti ed amici. Finalmente il turismo da queste parti è diventata una risorsa. 

E mentre passeggio lungo quelle strade che, nonostante gli anni passati, mi sembrano così familiari, mi chiedo: “Ma che ne è dell’identità vera della città? Che ne è della sua più intima essenza? Cosa ne è stato della sua “sicilianeità”?

Noto capitale del barocco: un po’ di storia

NotoFacciamo un bel passo indietro nel tempo. Un grande passo indietro a dire il vero, talmente grande che ci porta fino al 1693, quanto un terribile terremoto colpì tutto il Val di Noto, radendo al suolo molte città. Tra queste c’era anche Noto, che fu ricostruita qualche anno dopo a circa 4 km di distanza dall’originale centro abitato, e secondo lo stile dell’epoca, che era il tardo barocco. Uno stile che qui, potendo godere del beneficio dell’ essere costruito di sana pianta, senza i limiti di una memoria storica da preservare, trova il suo massimo splendore.  Non è un caso che Noto sia stata definita la capitale del barocco in Sicilia. Qui il barocco lo si respira ad ogni passo, chiesa dopo chiesa, palazzo dopo palazzo, angolo dopo angolo.

Noto capitale del barocco: cosa vedere

Basilica di San Nicolà NotoLa cosa migliore da fare giunti a Noto è passeggiare lungo la via principale della città, ovvero Corso Vittorio Emanuele, per ammirare le sue opere. L’opera più famosa è sicuramente la Cattedrale di Noto dedicata a San Nicolò, i cui lavori iniziarono subito dopo il terremoto e terminarono nel 1704. Questa chiesa, che domina la città dall’alto della sua imponente e scenografica scalinata, ha un fascino ed un’eleganza impareggiabili. Ciò che più colpisce della sua facciata, oltre alle due alte torri laterali, le statue dei 4 evangelisti, i portali in bronzo e le colonne corinzie, è la luce che sembra risaltare ogni singolo elemento. A contribuire a questa magia è sicuramente la pietra calcarea tenera, dal tipico colore rossastro, con la quale è stata realizzata la chiesa, e che sembra andare a nozze con la luce del sole!

Palazzo Ducezio NotoEsattamente di fronte al Duomo sorge Palazzo Ducezio, antico palazzo nobiliare oggi sede del comune, realizzato nel 1760. Anche questa facciata, con le sue 13 arcate inferiori e le 9 finestre superiori, sembra godere dei benefici della luce, sia di giorno, quando illuminata dal sole mostra le sue mille sfumature di colore, sia di sera, illuminata dalla luce artificiale. Da vedere all’interno la sala degli specchi. 

Chiesa di San Domenico NotoDa non perdere anche Palazzo Nicolaci, con i suoi balconi sostenuti dai tipici mascheroni barocchi e le numerose sale interne; la Chiesa di San Domenico, forse la più rappresentativa dello stile barocco di Noto, di fronte alla quale si trova una piccola villetta con alberi secolari e la fontana di Ercole; il Teatro Tina Di Lorenzo, un tempo conosciuto come La Scala in miniatura di Noto; la Chiesa di San Carlo al Corso, con la sua spettacolare facciata curvilinea, e dalla cui sommità si può ammirare una splendida vista dall’alto della città.

Cosa fare a Noto

Tutti gli anni, la terza domenica di maggio, si svolge l’Infiorata di Noto, una manifestazione nata nel 1980 tra le più belle in Sicilia. La via Corrado Nicolaci viene coperta da un tappeto di fiori che compongono dei disegni che rispecchiano il tema di ogni anno. Uno spettacolo da ammirare sia dall’alto sia lungo i corridoi laterali. Durante la manifestazione lungo le vie del centro sfilano banditori, figuranti, sbandieratori e musicisti, mentre tutti i cortili sono abbelliti con riquadri con motivi diversi.

Sono inoltre molte le mostre di grandi artisti a livello mondiale che vengono ospitate qui a Noto. Tra i tanti cito Picasso, Frida Kahlo ed Andy Warhol.

Noto e la sicilianeità

NotoInsomma, di cose da vedere ce ne sono, meglio dedicare almeno un paio di giorni per potersi godere Noto con i ritmi che merita, ovvero rilassati e coinvolgenti. Solo così ci si può rendere conto che, nonostante il turismo di massa, nonostante il voler mettere in mostra a tutti i costi le bellezze e le tipicità della città, la natura più intima di Noto e la sua “sicilianeità” sono ancora presenti e vive. E le si nota nei ragazzini che giocano lungo le strade, negli anziani che seduti sulle panchine osservano la gente che passa, nei fedeli che all’orario affollano le chiese per assistere alla messa, nella gente del posto che continua a mantenere intatte le proprie abitudini. Perché per noi siciliani, nonostante il boom degli ultimi tempi, i turisti continuano ad essere una presenza casuale, degli ospiti venuti qui da lontano in maniera inconsapevole, che vanno accolti e coccolati con rispetto, senza finzione, senza ostentazione, senza artifici.

Questa è la vera Sicilia, quella che amo e che mi piace raccontare.

Informazioni su Giusy Vaccaro 440 Articoli
Autrice del blog Io Amo La Sicilia. Nata e cresciuta a Palermo, amo la mia terra, nonostante le sue infinite contraddizioni.

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